Asian Film Festival - II parte / Bologna @ Asian Film Festival, Bologna [dal 6 su 9 dicembre]

Asian Film Festival - II parte / Bologna


667
6 - 9
dicembre
18:30 - 21:00

 Pagina di evento
Asian Film Festival
Cinema Lumière, Piazzetta P. P. Pasolini 2/b, 40122 Bologna
Cineforum Robert Bresson presenta:

Asian Film Festival — II parte / Cineteca di Bologna

Seconda parte della quattordicesima edizione del festival dedicato al cinema asiatico organizzato dal Cineforum Robert Bresson (la prima parte si è svolta con successo a giugno, insieme alla Taiwan week). In programma, film da quattro paesi dell’Estremo Oriente, Filippine, Giappone, Corea del Sud e Cina, grandi autori affermati come Brillante Mendoza, Kim Ki-duk, Lav Diaz e Kyoshi Kurosawa e titoli importanti come il pluripremiato Bangkok Nites e la sorpresa 7 Days Graffiti dell’esordiente cinese Hanjian Liang.

I FILM IN PROGRAMMA:
— Mercoledì 6 Dicembre

ore 18.00
7 DAYS' GRAFFITI
(Cina/2017) di Hanjian Liang (94’) — Anteprima italiana
In una zona remota della Cina, il giovane Sam viene a sapere che la sua ragazza, Chelsea, che non vede da molto tempo, è rientrata in città senza dare alcuna notizia, e decide di cercarla. Esordio di Hanjian Liang, allievo della Beijing Film Academy, non è l’ennesimo ritratto di una Cina che dietro il travolgente sviluppo economico cela ancora grandi differenze sociali e territori dove il progresso non sembra arrivare se non sotto forma di corruzione e soprusi. Con lo stile rigoroso e lo sguardo entomologico del primo Jia Zhang-ke, ci restituisce ritratti sfaccettati e di grande intensità di personaggi
complessi, tormentati, spaesati, che non hanno ancora trovato una direzione per il loro presente e futuro. (AT)

ore 20.00
THE WOMAN WHO LEFT
(Ang babaeng humayo, Filippine/2016) di Lav Diaz (228’) — Anteprima
Leone d’oro alla Mostra di Venezia 2016, acclamato dalla critica internazionale. Il filippino Lav Diaz, autore di un cinema-mondo radicalmente alternativo alle logiche narrative dominanti, s’ispira a Tolstoj per raccontare l’umanità disperata del proprio paese. Siamo nel 1997, un periodo contrassegnato da estrema violenza nelle Filippine. Horacia esce di prigione dopo trent’anni di reclusione per un crimine che non ha commesso e cerca vendetta. Girato in un bianco e nero neorealista, è “una storia d’ingiustizia epica e intima, che ha il ritmo dei grandi romanzi ottocenteschi e che porta sullo schermo un personaggio al contempo inafferrabile e indimenticabile” (A.O. Scott).
In collaborazione con Fil Rouge Media

Giovedì 7 Dicembre
ore 17.30
DAGUERROTYPE
(Le Secret de la chambre noire, Francia-Belgio-Giappone/2016) di Kyoshi Kurosawa (131’)
Alle porte di Parigi, un fotografo tormentato dalla morte della moglie, ricrea ossessivamente antichi dagherrotipi a grandezza naturale, in cui riversa transfert di vita dei propri soggetti. Kyoshi Kurosawa indaga la natura fantasmatica dell’immagine fotografica
e i tormenti interiori che è capace di scatenare. Suo primo film realizzato al di fuori del Giappone, si ricollega alla tradizione kaidan (le storie dei fantasmi giapponesi che tornano per vendicarsi dei vivi) e si accorda a toni e atmosfere da letteratura e cinema gotico, per poi sdoppiarsi, come in un gioco di specchi, in un noir contemporaneo, sottilmente hitchcockiano, in cui bionde creature sembrano vivere due volte. (TG)

ore 22.30
STOP
(Seu-top, Corea del Sud-Giappone/2016) di Kim Ki-duk (85’) — Anteprima
Miki e Sabu vengono evacuati da Fukushima a causa delle radiazioni. Miki è incinta: pensa di abortire, poi cambia idea. Sabu fa il percorso inverso. La coppia va in crisi. Prima produzione giapponese del coreano Kim Ki-duk è la sua opera più autarchica, interamente autoprodotta e a basso budget. Eco-thriller e dramma intimista su un ‘inceppamento’ a più livelli (privato, socio-politico e cinematografico), è una riflessione, ai limiti del ‘manifesto’ politico, sulla violenza degli individui e delle istituzioni, e sullo sbandamento psicologico che segue un disastro, qui causato dall’invadenza della civiltà sulla natura. (AT)
In collaborazione con Milano Film Network – Distribution

Venerdì 8 Dicembre
ore 20.00
MA’ ROSA
(Filippine/2016) di Brillante Mendoza (110’)
Nuovo ritratto femminile del regista di Lola, segna il ritorno nei luoghi di Kinatay, nel caotico pulsare degli slums di Manila, Babele che inghiotte quel che rimane di esistenze perdute, vissute ai margini. Ma’ Rosa Reyes gestisce una piccola attività alimentare col marito Nestor, ma nel retrobottega nasconde metanfetamine nei pacchetti di sigarette. Il loro arresto dà avvio al calvario dei figli, risucchiati in un vortice di corruzione e disfacimento morale per pagare il debito con la ‘giustizia’. La poetica del pedinamento di Mendoza rende ancor più frenetico e soffocante il senso di smarrimento, geografico e umano, ma apre a sussulti inaspettati, imprevisti emotivi, momenti di empatia e rara umanità. (TG)

Sabato 9 Dicembre
ore 18.30
BANGKOK NITES
(Thailandia-Laos-Giappone-Francia/2017) di Tomita Tatsuya (183’)
Luck è una delle regine del quartiere a luci rosse di Thaniya Road, a Bangkok. Dal suo lussuoso appartamento, mantiene la famiglia nella regione dell’Isan, una delle più povere del paese, al confine col Laos, ma anche vivace crocevia di culture, razze e tradizioni diverse. Luck ritrova Ozawa, un cliente giapponese di cui s’era invaghita anni prima. Insieme fanno visita alla famiglia di lei, in un
piccolo villaggio segnato dalle cicatrici del colonialismo. Katsuya Tomita gioca sul doppio registro del road movie e del coming of age di Luck. L’equilibrio riesce perfettamente, con momenti di ironia, d’intensa drammaticità e uno sguardo mai compiaciuto né voyeuristico. (AT)

Asian Film Festival
Biglietto singolo 7€
Abbonamento (valido per tutte le proiezioni) € 20,00
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