Arama - concerto per Klezmer & Dintorni al Battiferro @ Battiferro finché caldo, Bologna [2 settembre]

Arama - concerto per Klezmer & Dintorni al Battiferro


241
02
settembre
21:00 - 02:00

 Pagina di evento
Battiferro finché caldo
via della Beverara 123a, 40131 Bologna
Concerto live degli Arama per la X rassegna Klezmer & Dintorni, con musiche in diaspora.
Per ascoltarli in anteprima:

youtube.com/watch?v=rK43VLnhAus
youtube.com/watch?v=x3XdvqzW0YA

Pagina facebook: facebook.com/pages/Arama
Il Battiferro sarà aperto dalle ore 20.00 con possibilità di cenare sul posto (area bar e zona griglie fai-da-te)
ingresso libero, con consumazione minima richiesta € 5,00

Per la rassegna «Klezmer & Dintorni” si esibiscono al Battiferro gli Arama con un concerto dedicato alle musiche in diaspora.

Il trio Arama nasce nell’autunno del 2013 dal desiderio di raccontare attraverso la musica mondo complesso e variegato che si affaccia sul bacino del Mediterraneo. La parola turca arama, che in italiano si traduce con ricerca, sintetizza l’obiettivo del gruppo e insieme individua l’area dalla quale esso trae la gran parte del proprio repertorio: quel vasto e sfaccettato insieme multiculturale che fu l’Impero ottomano. E' possibile ritrovare un filo che colleghi realtà che oggi si presentano spesso distanti tra di loro sul piano culturale, linguistico, religioso, musicale? Sì, pensiamo noi, è possibile. Il filo è sottile, sotterraneo talvolta, ma esiste. E' nella storia di questi territori che per lungo tempo sono stati riuniti sotto il cappello dell'Impero ottomano. Proprio la presenza dei turchi ottomani ha fatto sì che usi e costumi (anche musicali) circolassero su un'area ampia che si estendeva dalle coste del nord Africa alle estreme propaggini della penisola arabica (Yemen), dalla pianura mesopotamica, attraverso la Siria, la Palestina e naturalmente l'Anatolia ai Balcani fino a lambire l'Ungheria, i principati rumeni, le pianure ucraine e il Caucaso. La circolazione delle musiche che possiamo definire turco-ottomane a dire il vero andò anche oltre i confini dell'impero interessando molte regioni confinanti, compresa la nostra penisola. Dall’iniziale nucleo di tre musicisti-ricercatori il gruppo ha allargato negli anni la propria attività collaborando anche con altri musicisti, alcuni dei quali sono ormai parte integrante del progetto. Nel 2017, dopo tre anni di attività concertistica e di ricerca vede la luce il primo cd del gruppo, Arama, Versoriente.

Musiche in diaspora
La dispersione o la semplice migrazione dei popoli più diversi attraverso la formidabile via di comunicazione che è il Mar Mediterraneo ha una storia antichissima. Ebrei, armeni, greci, fenici, arabi, romani, turchi e una miriade di popoli più piccoli viaggiarono, alcuni per commercio, altri in cerca di terre migliori o di fortuna, altri ancora in fuga dalle persecuzioni, dalle guerre o dalla fame. Viaggiarono, si dispersero, a volte ritornarono e ancora, come è noto, si muovono. Con essi viaggiarono anche i canti e musiche che appartenevano loro. E i popoli dispersi, nei nuovi territori vennero in contatto con nuove musiche che in breve divennero loro familiari. L'ensemble Arama con questo concerto ripercorre alcune tappe di questi viaggi, si sofferma su alcuni luoghi significativi dove gli incontri musicali furono particolarmente fecondi.

L’ensemble Arama è una formazione variabile, al Battiferro saranno nella versione Quintetto.


Formazione:

Laura Francaviglia. Chitarrista classica diplomata al Conservatorio di Bologna, musicoterapista e ricercatrice delle tradizioni musicali siciliane e del Medio Oriente, suona anche altri strumenti a corde e a percussione dell'area mediterranea (bouzouki, oud, riqq, darbouka, daff).
Chiara Trapanese. Cantante e appassionata di musica popolare, affianca lo studio delle vocalità popolari del Mediterraneo e dei Balcani a quello delle percussioni delle diverse tradizioni popolari.
Elio Pugliese. etnomusicologo, fisarmonicista, pianista e cantante. Dal 1998 si occupa di musica di tradizione popolare, italiana e balcanica soprattutto, integrando l'attività di ricerca sul campo con lo studio e la pratica degli strumenti tradizionali, in particolare della fisarmonica. Nel 2012 ha conseguito un dottorato di ricerca in etnomusicologia all’Università degli studi di Bologna.
Daniele Gozzi, contrabbassista (Orchestra del Rosichino, Circo di Lhasa)
Olivia Bignardi, clarinettista con una lunga esperienza nel campo della musica Klezmer e balcanica (Dire Gelt, Fanfara Aguscevi, Anatol Stefanet).
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